Villa Mare

Hotel & Residence a Gabicce Mare

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Geografia fisica

Gabicce Mare è il comune più settentrionale della costa Adriatica della regione Marche, al confine con l'Emilia-Romagna. Sorge su una piccola baia detta Baia degli Angeli, nell'ultimo tratto del Golfo di Rimini, alle pendici settentrionali del Monte San Bartolo, sede dell'omonimo parco nonché confine meridionale della Romagna come regione storico-geografica. Gabicce è, quindi, l'ultimo comune della Riviera Romagnola della quale è possibile avere una visuale ampissima proprio dal promontorio di Gabicce Monte, dal quale sono visibili i grattacieli di Rimini e Cesenatico, nonché l'entroterra con i massicci di Monte Carpegna e Monte Titano (sul quale sorge la Repubblica di San Marino). Nel territorio comunale scorrono il torrente Tavollo e il suo affluente Taviolo, che si uniscono nei pressi del centro cittadino.

Gabicce Mare (PU) e le contermini Cattolica (RN) e Gradara (PU), formano, de facto, un'unica entità culturale, socio-economica, urbana e finanche turistica, a cavallo tra Marche ed Emilia-Romagna.

A giugno 2008 è stato inaugurato un moderno Ponte Levatoio (Pedonale/Ciclabile, a sollevamento idraulico) che collega Gabicce Mare (PU) alla confinanteCattolica (RN).

Clima

Gabicce Mare ha un clima subcontinentale con inverni generalmente freddi ed estati calde e afose. La piovosità media si attesta sui 750 mm con picchi in primavera e autunno.

Gli inverni sono freddi, umidi e nebbiosi, a causa delle nebbie anche fitte provenienti dalla pianura Padana, che possono oscurare il sole anche per più giornate di seguito. Gabicce Mare ha una nevosità media di 10 cm ogni inverno, e la neve è portata solamente dal vento di Ponente, che va a pescare il freddo direttamente dal catino padano. In alcuni casi si sono avuti degli accumuli nevosi davvero notevoli per una città costiera (ad esempio: tra il 15 e il 17 dicembre 2010 con 45 cm, 31 gennaio 2010 con 30 cm, gennaio 2005 con 15 cm, dicembre 1996, febbraio 1991, ed altre occasioni) e si hanno inoltre circa 40 giornate con minime negative.

In estate le precipitazioni sono scarse e prodotte soprattutto dai temporali che sono comunque abbastanza rari. La temperatura durante il giorno va difficilmente oltre i 32 °C a causa della brezza di mare. Nei giorni in cui spira il Garbino (vento catabatico che scende dall'Appennino), le temperature possono raggiungere anche i 38-40 °C, ma con umidità relative molto basse (ad esempio nell'estate 2003 con quasi 44 °C). I temporali si concentrano prevalentemente tra la fine dell'estate e l'autunno, ma sono generalmente pochi durante tutto l'anno, anche se in alcuni casi sono molto intensi e riescono a produrre delle trombe marine (come il 23 novembre 2001). Il vento che spira più violentemente è la Bora (che nel settembre 2004 ha toccato i 150 km/h) che, insieme allo Scirocco, produce anche delle violente mareggiate.

Gabicce Mare oggi

A Gabicce Mare ci si può soffermare in centro per passeggiare lungo il molo, attraversare il paese e percorrendo la strada Panoramica si può salire a Gabicce Monte in piazza Valbruna.

Da giugno a settembre si svolgono i "Martedì dell'arte", ed è come essere in una piccola Montmartre, decine di pittori e scultori lavorano con il pubblico animando piazza piazza Valbruna, cuore del piccolo borgo dal quale si gode una magnifica vista su tutta la Riviera. Per una passeggiata immersa nel verde da Gabicce Monte partono diversi sentieri che attraversano il Parco naturale San Bartolo: una sosta in uno dei tipici ristoranti o bar e poi si prosegue lungo la Panoramica verso Vallugola.

Il colle di Gabicce Mare è il primo tratto di costa alta che si incontra partendo da Trieste e offre una visione panoramica della costa a perdita d'occhio: sul mare le falesie e la suggestiva fioritura di ginestre regalano giochi di colore ineguagliabili a ridosso dell'acqua cristallina.

Giunti a Baia Vallugola antico porto e città romana, ci si immerge nell'atmosfera magica della mitica Valbruna, sprofondata in mare nella notte dei tempi.

A Vallugola è possibile arrivare anche via mare. Le notti di Gabicce Mare sono animate da numerosi locali dove si alternano musiche da discoteca e ritmi caraibici. Durante l'estate sono numerose le manifestazioni e le occasioni di divertimento. Una delle feste più sentite è la Stella Maris che si svolge l'ultima domenica di maggio e trae origine dalla tradizioni della gente di mare. Gabicce Mare ha anche una radicata tradizione di accoglienza sportiva. La manifestazione più importante è la settimana cicloturistica, durante il periodo pasquale e offre agli amanti della bicicletta la possibilità di fare splendide escursioni nel nostro entroterra.

Storia

l territorio di Gabicce Mare era già abitato in epoca romana, come attesta il ricco materiale rinvenuto in manufatti ceramici. Gabicce alimenta da tempo un interrogativo archeologico sorprendente: Valbruna, la città sommersa.

Adagiate sul fondo del mare, rocce insolite, disposte in ordine non casuale, sembrano testimoniare una presenza umana già in tempi antichissimi: forse la città splendida e misteriosa di cui parla la leggenda, probabilmente un centro marinaro situato nei pressi dell'antico porto militare e commerciale di Vallugola, una insenatura di grande bellezza tra i colli di Gabicce Monte e Casteldimezzo.

Sul promontorio di Gabicce Monte già nel 909 è documentata l'esistenza di una comunità parrocchiale raccolta attorno alla chiesa di S. Ermete, chiesa che tutt'ora si trova all'ingresso dell'abitato.

A quel tempo la sommità del colle era probabilmente fortificata, ma è in una bolla pontificia dell' anno 998 che appare per la prima volta l'espressione "Castellum Ligabitii" dal nome del feudatario Ligabitio.

Quasi niente rimane dell'antico castello mentre dalla corruzione dialettale del nome del feudatario è ormai certo che derivi il vocabolo Gabicce.
Il paese segue le alterne vicende storiche di Pesaro sino al 1539 quando il castello e il territorio annesso vengono concessi in feudo ad Orazio Floridi di Fano.

Vi nasce il ceramista Girolamo Lanfranco il vecchio, la cui abilità nella fabbricazione di maioliche fregiate d'oro, gli vale nel 1569 i favori del Duca di Urbino. Nell'anno 1686 il paese conta 337 abitanti in prevalenza attestati sul colle.
Gabicce è successivamente infeudato al conte Ottavio Mamiani, quindi incamerato dalla Santa Sede alla quale rimane fino al 1860.

Millenovecento: l'economia marinara

Agli inizi del millenovecento sulla spiaggia gira la ruota degli artigiani di cordame; ai piedi del colle lo scalpello dei tagliatori di pietra manda un'eco lontana.
Campi di grano e filari di vite percorrono ancora il paesaggio, tuttavia alla foce del torrente Tavollo, da sempre confine tra Marche e Romagna, si verifica, anche per l'influenza della vicina Cattolica un certo aumento dell'attività marinara.
La struttura portuale assai precaria, si limita a palizzate in legno lungo gli argini del fiume.

Vi trovano riparo i pescatori di vongole con le loro modeste imbarcazioni spinte a remi e le più pittoresche "paranze" barche a vela per la pesca a strascico.
Più tardi, con l'ampliamento del porto e la costruzione di banchine in cemento è possibile l'attracco di grosse imbarcazioni per il commercio con i porti dei Balcani; si trasporta in prevalenza sabbia ed altro materiale edile importando legname in genere per uso domestico.

Tradizioni e folclore

Si sostiene che a largo della costa di Gabicce Mare, ci fosse un centro abitato di probabile origine greca, chiamato un tempo Valbruna, in seguito sommerso dall'avanzamento del mare, che ha inghiottito la città tramutandola in una sorta di Atlantide. Non ci sono molti documenti che attestino la sua esistenza, ma sono stati ritrovati molti reperti dai pescatori locali, che sostengono di riuscire a vedere nei giorni più limpidi i resti della città, e addirittura la punta del campanile della vecchia chiesa di Valbruna. Tuttora il nome Valbruna è impresso nella storia di Gabicce Mare, trovando posto in diverse occasioni ed in differenti strutture civiche.

Toponimo

Il problema dell'etimologia di Castellum Ligabitii non è ancora stato risolto. Mario Bartoli ha proposto che, essendo l'abitato sorto in collina, possa essere derivato dal greco Lykabettòs, nome che coincide con quello di un colle a nord-est di Atene. Ciò concorda con le fonti storiche, che registrano nel 325/24 a.C. la volontà della città greca di fondare una colonia in terra italica.